ESG e sostenibilità nel 2025: novità globali, Omnibus UE e i trend che contano per il 2026BLOGESG e sostenibilità nel 2025: novità globali, Omnibus UE e i trend che contano per il 2026

ESG e sostenibilità nel 2025: novità globali, Omnibus UE e i trend che contano per il 2026

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Il 2025 in una frase: la sostenibilità diventa “infrastruttura”

Nel 2025 l’ESG smette di essere un “progetto” e diventa un sistema che attraversa regole, dati, finanza, energia e filiere. Il contesto globale è segnato da tre forze principali:

  • Pressione climatica e rischio fisico sempre più tangibile

  • Accelerazione della transizione energetica (con vincoli di rete e supply chain)

  • Normalizzazione della compliance ESG: reporting, standard e controlli anti-greenwashing

Di seguito trovi una lettura completa (e operativa) dei principali aggiornamenti, record e novità ESG del 2025 a livello globale, con focus su UE (Omnibus e CSRD), Cina, Singapore, USA e Regno Unito.

1) Clima: il rischio fisico entra nei KPI

Il 2025 è stato descritto dalla World Meteorological Organization (WMO) come probabilmente il 2° o 3° anno più caldo mai registrato, proseguendo un trend di riscaldamento eccezionalmente elevato.

Un dato simbolico: gennaio 2025 è risultato il gennaio più caldo a livello globale (dataset ERA5) con una temperatura media di 13,23°C, pari a +0,79°C rispetto alla media 1991–2020 e +1,75°C sopra i livelli pre-industriali. 

Implicazione ESG (molto concreta)

Per le aziende, il “climate risk” non è più solo scenario: incide su:

  • continuità operativa (interruzioni, fermi, logistica)

  • assicurazioni e finanziabilità (premi, coperture, covenant)

  • qualità e disponibilità delle risorse (acqua, energia, materie prime)

Takeaway 2026: integrare rischio fisico in ERM (Enterprise Risk Management) e piani di continuità operativa, non solo in report.

2) COP30 a Belém: meno slogan, più delivery (soprattutto su adattamento)

COP30 (Belém, Brasile) ha spinto con forza sul tema adattamento e finanza per l’adattamento. Tra i segnali politici più rilevanti: l’indicazione di triplicare la finanza per l’adattamento entro il 2035 (segnale importante anche se non “binding” in senso stretto).

Parallelamente, UNFCCC ha formalizzato il riferimento al Belém Political Package come asse di lavoro della presidenza e delle consultazioni ministeriali. 

Implicazione ESG

Nel 2025 cresce l’aspettativa verso piani che rispondano a due domande:

  1. Quanto sei vulnerabile? (asset, siti, fornitori, mercati)

  2. Quanto sei pronto? (misure, investimenti, governance, KPI)

Takeaway 2026: collegare obiettivi climate a investimenti, timeline e indicatori verificabili (capex/opex, resilienza di rete/impianti, procurement).

3) Energia: record rinnovabili, ma la sfida è “grid + storage + permitting”

Sul fronte energetico, il 2025 fotografa un’accelerazione netta (con luci e ombre).

Il record (pubblicato nel 2025)

Nel 2024 il mondo ha aggiunto 585 GW di nuova capacità rinnovabile: crescita annua record (+15,1%) e 92,5% di tutta la nuova capacità elettrica installata.

La dinamica è guidata da solare ed eolico: 96,6% delle nuove installazioni rinnovabili nel 2024.

Il “motore solare”

Secondo IEA (Renewables 2025), il solare PV rappresenta quasi l’80% dell’aumento globale (con una forte componente distribuita).

La geografia della transizione

La crescita è molto concentrata: la Reuters evidenzia che la Cina ha aggiunto 278 GW di solare e pesa per circa il 64% della nuova capacità globale. Reuters

Implicazione ESG

L’energia rinnovabile cresce, ma la “nuova bottiglia” è:

  • reti e connessioni

  • accumulo e flessibilità

  • autorizzazioni (permitting)

  • concentrazione della supply chain

Takeaway 2026: per aziende energy-intensive o con siti multipli: strategia su PPA, autoproduzione, efficienza e flessibilità (demand response) diventa leva competitiva.

4) Carbon pricing: la CO₂ ha un prezzo (sempre più spesso)

Il carbon pricing nel 2025 è sempre meno “tema da policy” e sempre più variabile economica.

Il World Bank report State and Trends of Carbon Pricing 2025 indica che:

  • il carbon pricing copre circa il 28% delle emissioni globali

  • nel 2024 ha mobilitato oltre 100 miliardi $ di entrate pubbliche

  • oltre metà delle emissioni del settore elettrico è già coperta da un prezzo del carbonio

Implicazione ESG

Anche dove non esiste un obbligo diretto, il “carbon cost” entra:

  • nel prezzo dei materiali e dell’energia

  • nelle decisioni su fornitori e logistica

  • nella valutazione di progetti e investimenti

Takeaway 2026: introdurre (o aggiornare) un internal carbon price per supportare investimenti e procurement.

5) Finanza sostenibile: mercato maturo, ma più esigente su dati e integrità

Nel 2025 la finanza sostenibile non sparisce: si seleziona.

Secondo ICE (Sustainable Bond Report H1 2025), le emissioni di sustainable bond hanno sfiorato i 600 miliardi $ nella prima metà del 2025, su passo per oltre 1.000 miliardi $ a fine anno.
Lo stesso report nota anche un contributo importante dei financials (+50 miliardi $ in H1 2025).

Implicazione ESG

Il capitale è disponibile, ma chiede:

  • KPI robusti (non “marketing KPI”)

  • tracciabilità di use-of-proceeds e impatti

  • assicurazione/controlli dove richiesto

Takeaway 2026: allineare finanza, reporting e controllo interno (risk, audit, compliance) per prevenire contestazioni.

6) Reporting & standard: CSRD in UE e convergenza ISSB nel resto del mondo

Il 2025 segna il passaggio definitivo dalla “reportistica volontaria” a un ecosistema più regolato e comparabile.

ISSB: verso una baseline globale

Nel giugno 2025 l’IFRS Foundation ha pubblicato un primo set di 17 jurisdictional profiles per dare trasparenza sull’allineamento e l’adozione degli standard ISSB (IFRS S1/S2). 

Takeaway 2026: anche fuori UE cresce la richiesta di disclosure coerenti e confrontabili, soprattutto per accesso ai capitali e supply chain.

7) UE: CSRD, “Stop-the-clock” e Pacchetto Omnibus (la novità che mancava)

In Europa, il 2025 è l’anno in cui la sostenibilità “entra in governance” tramite reporting e due diligence, ma anche l’anno della semplificazione.

Stop-the-clock: più tempo (legalmente)

Il Consiglio UE ha dato il via libera alla direttiva “Stop-the-clock”, che posticipa alcune date di applicazione di obblighi di reporting e due diligence e relativi termini di recepimento. 

Omnibus: semplificare il perimetro e ridurre oneri

Nel 2025 la Commissione ha presentato il pacchetto Omnibus nella cornice di una agenda di semplificazione che mira a ridurre gli oneri di reporting del 25% (imprese) e del 35% (PMI).

Sul perimetro CSRD, le FAQ della Commissione chiariscono l’intenzione di ridurre la scope della CSRD alle imprese con più di 1.000 dipendenti (con ulteriori criteri economici), con un taglio stimato di circa l’80% delle aziende potenzialmente in scope. 

Implicazione ESG (non banale)

  • Per molte aziende: più tempo e perimetro più ristretto

  • Per chi resta in scope (o lavora in filiera): richiesta di qualità dati e controlli rimane alta

Takeaway 2026: anche se “esci” dalla CSRD, potresti restare dentro via supply chain, banche, clienti, gare e rating.

8) Contesto globale: Cina, Singapore, USA, UK

Cina: reporting ESG su scala e qualità

Nel 2025 la Shanghai Stock Exchange (SSE) ha pubblicato nuove guidance per migliorare la qualità dei report e standardizzare metodi e disclosure.
Il contesto è già “di massa”: nel 2024, 1.193 società SSE hanno pubblicato report ESG/sostenibilità/CSR per FY2023, pari al 52% delle quotate, +6 punti YoY.

Singapore: climate reporting ISSB-based, con timeline più realistiche

SGX/ACRA nel 2025 hanno confermato che:

  • Scope 1–2: obbligatori da FY2025 per tutte le società quotate

  • Scope 3: obbligatorio da FY2026 per le società dell’indice STI (per le altre rimane volontario fino a nuove comunicazioni)

  • USA: disclosure climatica, quadro federale più incerto

La SEC ha votato (27 marzo 2025) per terminare la difesa legale delle climate disclosure rules.
In pratica: l’obbligo federale perde slancio, ma la domanda di disclosure continua via investitori, mercati e filiere.

Regno Unito: anti-greenwashing e regole su naming/marketing

La FCA ha confermato guida e calendario del framework: la anti-greenwashing rule è in vigore dal 31 maggio 2024 e nel 2025 diventa “market practice”, con maggiore attenzione a claim e documentazione. 

9) Natura e biodiversità: TNFD accelera (oltre la CO₂)

Nel 2025 la natura entra stabilmente nell’ESG “serio”. La TNFD ha pubblicato il 2025 Status Report durante Climate Week NYC, due anni dopo le raccomandazioni. 

Secondo IAS Plus (sintesi del report TNFD), i numeri chiave includono:

Takeaway 2026: per settori agrofood, moda, chimica, costruzioni, energia, utilities: mappa hotspot (acqua, suolo, biodiversità) lungo la filiera e integra indicatori nature-related.

10) Circular economy e plastica: il trattato globale resta in salita

Nel 2025 i negoziati ONU sul trattato globale contro l’inquinamento da plastica (INC-5.2, Ginevra) si sono chiusi senza consenso su un testo il 15 agosto 2025, con decisione di riprendere i lavori in una data futura.

Implicazione ESG

Anche senza trattato, la pressione aumenta su:

  • packaging e materiali

  • progettazione (ecodesign) e riduzione

  • tracciabilità e contenuto riciclato

  • collaborazione lungo la filiera

Takeaway 2026: chi si muove su ecodesign e dati di filiera (materiali, riciclato, fine vita) avrà vantaggio competitivo e meno rischio reputazionale.

Fin qui abbiamo visto come il 2025 abbia consolidato un’evoluzione chiara: la sostenibilità non è più un insieme di iniziative separate, ma un’infrastruttura fatta di dati affidabili, regole più mature, finanza più selettiva e filiere sotto pressione.
Il punto, però, è trasformare questi trend globali in scelte quotidiane: cosa devo misurare, chi deve farlo, con quale governance e con quali priorità?

Per questo, invece di chiudere con un riepilogo “teorico”, passiamo a una checklist pratica per il 2026: una lista breve ma completa di azioni che aiutano a mettere ordine, ridurre rischi (fisici e normativi) e rendere l’ESG un vantaggio competitivo.