Net Zero: il 63% lo promette, ma il 45% aumenta le emissioni. Perché il modello non sta funzionando

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Negli ultimi anni il Net Zero è diventato il linguaggio standard della sostenibilità aziendale. Dichiarazioni, roadmap, pledge, obiettivi al 2050: un vocabolario ormai familiare a board, investitori e stakeholder.
Eppure, quando si passa dalle promesse ai risultati, i numeri raccontano un’altra storia.
Secondo i dati più citati nei principali consessi internazionali, tra cui Davos, la situazione è questa:
il 63% delle grandi aziende dichiara obiettivi Net Zero
solo il 16% è realmente in linea con la traiettoria
il 45% continua ad aumentare le emissioni
Un paradosso che non si può più ignorare: l’obiettivo è ovunque, ma la riduzione reale non arriva.
Non è un problema di ambizione. È un problema di modello
La crisi climatica non è meno grave. È il modo in cui abbiamo “impacchettato” il Net Zero a renderlo spesso inefficace: target lontani, volontari, poco incentivanti e scollegati dalle logiche operative del business.
In altre parole: abbiamo costruito una finzione comoda.
Come ha sintetizzato Mark Carney a Davos: non siamo in una transizione, siamo in una rottura.
Una rottura che richiede strumenti più concreti e un cambio di mentalità.
Il Net Zero, nella sua applicazione più diffusa, tende a trattare il clima come un problema soprattutto tecnico, senza affrontare i nodi strutturali che guidano davvero le decisioni aziendali:
profitto di breve periodo
incentivi sbagliati
responsabilità diluite (lunghe catene del valore, deleghe, scope “che non dipendono da noi”)
Il risultato è che molte strategie restano “di facciata”: eleganti, ben comunicate, ma incapaci di cambiare la traiettoria annuale delle emissioni.
Basta “2050” come alibi: servono performance climatiche annuali
Gli obiettivi di lungo periodo hanno senso solo se diventano una disciplina di esecuzione nel breve.
Se la riduzione non è misurata e premiata anno su anno, il Net Zero rischia di diventare:
un orizzonte sempre più lontano
un esercizio di storytelling
un tema gestito come compliance, non come strategia
Quello che manca, spesso, è un sistema che colleghi chiaramente:
misurazione → responsabilità → incentivi → risultati.
Un cambio di paradigma: dalla promessa Net Zero alla “Crescita SuperIntelligente”
Per uscire dall’impasse serve un approccio più realistico e operativo: un modello che metta la decarbonizzazione al centro delle decisioni economiche, non ai margini.
Un possibile cambio di paradigma è la Super-Smart Growth (Crescita SuperIntelligente), basata su tre pilastri.
1) Nuova narrativa: decarbonizzare come vantaggio competitivo
Non “fare meno danni”, ma crescere grazie alla riduzione delle emissioni.
La decarbonizzazione non come costo reputazionale o obbligo, ma come leva di efficienza, innovazione e posizionamento.
2) Incentivi reali: premiare chi riduce davvero (anche Scope 3)
Finché ridurre le emissioni non conviene davvero, le performance resteranno instabili.
Servono benefici finanziari concreti e verificabili per chi dimostra riduzioni reali, includendo lo Scope 3, dove spesso si gioca la partita più grande.
3) Orizzonte temporale breve: risultati misurabili, annuali, irreversibili
Stop agli obiettivi al 2050 usati come scudo.
Serve una logica di performance climatica annuale, con metriche solide, controllo di avanzamento e correzioni rapide.
Il Net Zero indica la destinazione, ma il percorso scelto sta fallendo
Il Net Zero ha avuto un merito: mettere una bandierina chiara su “dove dobbiamo arrivare”.
Ma la strada che molte aziende stanno percorrendo oggi non produce i risultati promessi.
Se vogliamo impatto reale, dobbiamo smettere di difendere modelli che rassicurano e iniziare a costruire modelli che funzionano: misurazione continua, responsabilità chiara, incentivi giusti, risultati nel breve periodo.
Come ecosostenibile.eu rende questo approccio praticabile
ecosostenibile.eu® benefit company semplifica questo passaggio con una piattaforma come eCO2, che aiuta le organizzazioni a:
unificare sotto la stessa “lente” le dashboard di sostenibilità
monitorare le emissioni e le performance nel tempo
trasformare la strategia in execution: obiettivi, azioni, avanzamento, risultati
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Christian Sansoni