L’Europa riscrive le regole del clima: 4 cose da sapere sul nuovo standard UE per la rimozione del carbonio (CRCF)BLOGL’Europa riscrive le regole del clima: 4 cose da sapere sul nuovo standard UE per la rimozione del carbonio (CRCF)

L’Europa riscrive le regole del clima: 4 cose da sapere sul nuovo standard UE per la rimozione del carbonio (CRCF)

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In breve:

  • Il 3 febbraio 2026 la Commissione Europea ha adottato le prime metodologie di certificazione volontarie per le rimozioni permanenti di carbonio nel quadro CRCF.

  • Le metodologie iniziali coprono DACCS, BioCCS e Biochar Carbon Removal (BCR).

  • Arrivano regole più chiare su misurazione, permanenza, rischi di leakage e responsabilità: un passo decisivo contro il greenwashing.

  • Dopo lo scrutinio di Parlamento e Consiglio (periodo previsto 2 mesi, estendibile), la pubblicazione in GUUE è attesa a inizio aprile 2026 (in assenza di obiezioni), con entrata in vigore successiva.

Perché è una svolta: l’UE crea un “benchmark” pubblico per le rimozioni permanenti

Per anni il mercato volontario dei crediti di carbonio è stato percepito come frammentato e, a tratti, opaco. Con il pacchetto di metodologie CRCF, l’Unione Europea si posiziona come primo regolatore a definire uno standard volontario pubblico per certificare rimozioni permanenti, con l’obiettivo di aumentare fiducia, comparabilità e qualità dei crediti.

Come ha dichiarato il Commissario Wopke Hoekstra, l’intento è fissare standard “chiari e solidi” e un punto di riferimento globale.

Non è “solo” una norma: è un’infrastruttura di mercato

Questa non è burocrazia: è la costruzione di un’infrastruttura europea che rende il mercato più “investibile”. Con criteri comuni e verificabili, la certificazione può:

  • ridurre il rischio reputazionale per buyer e investitori,

  • aumentare la bancabilità dei progetti,

  • distinguere qualità reale da iniziative borderline.

Questo provvedimento affronta finalmente il problema principale: rendere i crediti e le rimozioni davvero credibili e verificabili.

Le “tre tecnologie” che aprono la fase operativa: DACCS, BioCCS e Biochar (BCR)

La Commissione ha scelto tre famiglie di soluzioni considerate sufficientemente mature e misurabili:

  • DACCS (Direct Air Carbon Capture and Storage): cattura diretta dall’aria e stoccaggio geologico.

  • BioCCS (Biogenic Carbon Capture and Storage): cattura e stoccaggio di CO₂ da fonti biogeniche.

  • BCR (Biochar Carbon Removal): stabilizzazione del carbonio tramite biochar con permanenza di lungo periodo.

Non parliamo quindi di “evitare emissioni”, ma di rimuovere CO₂ già in atmosfera e dimostrarlo con requisiti coerenti.

Fine dell’ambiguità: misurazione, permanenza, responsabilità

Le metodologie CRCF puntano a mettere nero su bianco ciò che in ambito volontario è stato spesso oggetto di interpretazioni: come si quantifica, quanto dura, cosa succede se il carbonio torna in atmosfera, e come si gestiscono rischi come leakage e liabilities.

In pratica: standard più severi = più fiducia = crediti più robusti (e, verosimilmente, più valorizzabili nel tempo).

Domanda e finanza: Innovation Fund, EIC e l’EU Buyers’ Club

Per scalare davvero, servono capitale e domanda. La Commissione collega la crescita del settore a strumenti di supporto all’innovazione (tra cui Innovation Fund ed EIC) e a meccanismi di domanda aggregata come l’EU Buyers’ Club, atteso nella strategia entro fine 2026.

Qui entra in gioco un elemento cruciale per agricoltura e costruzioni: il quadro CRCF è pensato per includere anche carbon farming e stoccaggio del carbonio nei prodotti (es. materiali bio-based).

Cosa significa per le aziende: meno “offset”, più qualità verificabile

Con il CRCF, la direzione è chiara: il mercato premierà progetti con:

  • MRV (monitoring, reporting, verification) rigorosi,

  • gestione del rischio e della permanenza,

  • trasparenza documentale lungo tutta la filiera.

Per le imprese che vogliono decarbonizzare responsabilmente, questo standard diventa un riferimento “forte” per costruire strategie clima credibili, auditabili e difendibili.

Il ruolo di ecosostenibile.eu: Program Operator proprietari 

In un contesto in cui le regole europee diventano sempre più chiare e stringenti, ecosostenibile.eu si propone come punto di raccordo tra normativa, filiere e progetti, mettendo a disposizione Program Operator proprietari dedicati a carbon farming ed eco building.

Program Operator Carbon Farming

Accompagniamo lo sviluppo di iniziative legate alla gestione sostenibile del territorio e alla valorizzazione dei benefici climatici connessi alle pratiche agricole e ambientali, favorendo approcci strutturati, trasparenti e orientati alla qualità, in linea con l’evoluzione degli standard europei.

Program Operator EcoBuilding

Nel settore delle costruzioni, supportiamo percorsi che puntano a ridurre l’impatto climatico degli edifici e a valorizzare soluzioni e materiali più sostenibili, promuovendo coerenza metodologica, tracciabilità e affidabilità lungo la filiera, con attenzione agli sviluppi del quadro CRCF anche sul fronte dello stoccaggio nei prodotti.

Obiettivo pratico: contribuire a rendere carbon farming ed eco building ambiti sempre più misurabili, verificabili e credibili, riducendo i rischi di greenwashing e facilitando il dialogo tra progetti, aziende e stakeholder.

Conclusione: meno promesse, più fatti

Per anni, parlare di crediti di carbonio ha significato muoversi in una zona grigia: tante iniziative valide, ma anche molta confusione, e spesso poca chiarezza su cosa fosse davvero “buono” e cosa no. Con il CRCF, l’Europa prova a mettere ordine: non per complicare la vita, ma per rendere finalmente comparabili, verificabili e credibili le rimozioni di CO₂.

Per le aziende questo cambia il modo di approcciarsi al tema: non basta più “compensare”, serve poter raccontare — e soprattutto dimostrare — da dove arriva il beneficio climatico, come viene misurato e quanto dura nel tempo.

È qui che ecosostenibile.eu vuole essere utile: con i nostri Program Operator proprietari per carbon farming ed eco building, trasformiamo l’ambizione climatica in progetti concreti e tracciabili, capaci di generare crediti e risultati solidi, pronti a dialogare con standard sempre più rigorosi.